

Gli eroi del codice: l'origine umana dei linguaggi di programmazione
Abstract
Possiamo ancora essere eroi del codice, anche nel mondo delle AI? Il muro di oggi è la voce che ripete: gli sviluppatori non serviranno più.
Io ho passato venticinque anni a digitare for, class, lambda; oggi spesso premo Invio e le scrive una macchina. Ma quella voce l'abbiamo già sentita. Dietro ogni keyword c'è una persona precisa, una stanza precisa e qualcuno che diceva di no. E ogni volta quel muro è caduto.
Un'ora, sei muri dalla storia dei linguaggi di programmazione, raccontati come si racconta a un amico la sera tardi. Non il passato contro il futuro: l'origine del presente. Perché quando una macchina ricombina il codice, parte sempre da mani umane.
Speaker
Giuseppe Arici scrive software da oltre vent'anni. Ha visto ancora il COBOL, è partito da Java, è passato per C# e il mondo Microsoft, finché Rails non lo ha fatto saltare verso Unix.
Da lì Linux, il Mac, l'iPhone: per anni il mobile è stato il suo mestiere. Poi è arrivato Go, e con lui i microservizi, il backend e il DevOps.
Si definisce, con tutta la modestia del caso, un polyglot programmer: un cappellino per ogni linguaggio, una maglietta per ogni conferenza. I suoi miti si chiamano John Backus, Dennis Ritchie e Bob Kahn. Appassionato di storia dell'informatica, ha co-fondato #pragma mark e parlato a Pragma Conference e Codemotion. È socio e CTO di Codermine.