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Pintology | L'AI non sa fare battute (o forse sì?)

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Benvenutə a Pintology!

Ogni settimana, in un locale diverso di Torino, professorə, espertə e scienziatə tengono una lezione su temi sempre diversi: sono le nostre "lezioni al ritmo di una birra" (o del drink che preferisci). Un argomento nuovo ogni volta. Ogni volta qualcosa che ti riguarda davvero.

🍹 Il Primo Drink lo Offriamo Noi, cosi impari!

Il Welcome drink è offerto dal locale che ci ospita, a sua scelta.

📚 Pinta del Giorno: L'AI non sa fare battute (o forse sì?)

🎤 Speaker: Camilla Robuschi, estetologa & semiologa

📍 Location: Ailime

Vuoi cenare? Puoi scegliere un piatto con 3 ongiri OPPURE 3 tigelline a 10€. Lo paghi direttamente al locale, ma segnalacelo nel box dedicato in fase di registrazione così Ailime si organizza!

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"Gatto" e "stella". Due parole che non c'entrano niente l'una con l'altra — eppure è proprio da lì che può nascere una battuta, una metafora, una storia. Lo stesso identico compito lo daremo anche a un chatbot AI. Chi se la cava meglio?

La creatività, spiegata bene, non è un'illuminazione improvvisa: è un meccanismo — un "feedback loop" che parte da un dubbio, attraversa varie fasi di progettazione e arriva a costruire un'abitudine, sempre pronta a essere rimessa in discussione. Partiremo dal modello di Bruno Munari per capire perché, nonostante tutto, un'intelligenza artificiale non può dirsi davvero creativa.

Vogliamo capire meglio come funziona la creatività — quella di una persona sola e quella che nasce quando si lavora in gruppo. E soprattutto: come si stuzzica, come si accende. Lo facciamo dal vivo, con il coinvolgimento di tuttə i presenti — e confrontiamo il risultato con quello di un chatbot a cui diamo lo stesso identico compito.

A guidarci in questo esperimento, Camilla Robuschi, ricercatrice in semiotica e filosofia estetica, che insegna Semiotica del design e Sociology of design allo IAAD di Torino.

Camilla Robuschi è addottorata presso l’Università di Trento con una tesi sulla creazione di modelli del mondo a partire da atti percettivi che possono essere definiti di tipo estetico. Insegna allo IAAD di Torino “Semiotica del design” e “Sociology of design”. Ha lavorato presso l’Università di Torino come ricercatrice post-doc nel progetto “CULT-UP”, che si propone di indagare il fenomeno dell’upcycling del materiale tessile. Ha pubblicato articoli su numerose riviste scientifiche nazionali e internazionali sui temi: creatività, semiotica, filosofia estetica, abduzione e design.

Prendi un drink, fai nuove conoscenze e impara qualcosa di nuovo a Pintology! 🍺

​​​​​Agenda della serata

19:30 - Ti presenti 20 minuti prima dell’inizio della lezione e usufruisci della consumazione (non per forza alcolica!) e se vuoi mangiucchi qualcosa. Prendi posto dove vuoi.

20:00 - Ha inizio la “Pinta”: una lezione di 30-40 minuti tenuta da unə espertə, seguita da Q&A moderato.

21:30 - La serata si chiude con un tempo per lasciarti chiacchierare con tutti i partecipanti, prendere ancora qualcosa da bere o da mangiare e dialogare a tu per tu con l’espertə.

A Pintology le domande scomode e le curiosità sono favorite e apprezzate, così come le interazioni tra i partecipanti. Feedback, critiche costruttive e suggerimenti per le prossime “Pinte” sono benvenuti.

Location
Ailimē
Via Messina, 8/A, 10153 Torino TO, Italy
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