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Filosofia della blockchain con Maurizio Ferraris
Maurizio Ferraris — uno dei filosofi italiani più letti e tradotti, autore di Documanità (Laterza) e Comunismo digitale (Einaudi) — tiene una lectio a ETHMilan 2026.
Da vent’anni Ferraris sostiene una tesi che oggi suona meno eccentrica di allora: il web non è un media, è un apparato di registrazione, e il valore che produce viene dalla traccia che lasciamo, non dal lavoro che facciamo. Da qui derivano due domande politiche: a chi appartiene quel valore, e con quali infrastrutture si redistribuisce.
La blockchain entra esattamente in questo punto. Ferraris la legge come la prima tecnologia che rende esplicito ciò che il web ha sempre fatto in modo opaco, e mette a fuoco una convergenza che pochi hanno notato: tra la sua proposta di comunismo digitale e ciò che una parte del mondo crypto — da Vitalik Buterin in giù — sta provando a costruire. Una “quarta via” tra l’estrattivismo delle piattaforme americane e il controllo statale cinese.
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